Articolo1Metti una domenica di tarda primavera e di cielo smargiasso sputato fuori da un fragoroso temporale, il sole in fronte che non da tregua, quasi a volerti accecare. E manco una nuvola nei dintorni. Lì, sul Monte Calvarina – lembo orientale dei Monti Lessini -, una variegata comitiva di sani cultori del buon bere si arrampica sui tornanti, prima asfaltati, poi sterrati.
La compagnia viaggia a bordo di quattro Twizy, confidenzialmente dette “macchinette” perché tali sono le piccole vetture elettriche che si inerpicano sulla sommità del vulcano spento.
Sostenibilità e tecnologia, oltre a divertimento puro, è il binomio che definisce le vetture rese disponibili da Soave Incoming e dall’Hotel Roxy Plaza di Soave. Le guida un quartetto di avventurosi, Roberto in testa.

Lo segue Sandro, il patron della vigna, che porta con sé un cesto colmo di bottiglie di Durello Millesimato affossate nel ghiaccio.
Tutti sono già “assetati”… Anche a causa del panorama che toglie il fiato e asciuga la bocca. La silenziosa carovana è seguita da un pullman: carico di sommelier genovesi. Davvero uno spettacolo!
Tornanti alle spalle, la vigna si distende lungo il colle. Scende ordinata dall’altopiano e domina la valle. Si apre a raggiera, stringe la collina, invade gli occhi e lo stupore di tutti.

Piccoli filari ordinati, verdi come il mare di Sardegna. Smeraldi che rompono la monotonia del cielo, separati l’un dall’altro, dallo spazio di un sentiero comodo per una sola fila di viandanti.

Articolo1_2Le “macchinette” sono parcheggiate e gli ospiti di Sandro, radunati attorno al grande faggio, si godono storie di terre vulcaniche, di vitigni autoctoni, di maestria e sapienza: arti necessarie a trarre grandi vini da piccole uve. I grappoli sono in crescita, appena accennati, ma inconfondibili e promettenti, come un pane che lievita. La comitiva ascolta e osserva, gode del panorama e pregusta la sopressa che, giù più sotto, a Brenton, Matteo sta affettando per noi. Sopressa, Durello e pan biscotto! L’aperitivo della valle, la tradizione che diventa modernità. La natura che da il meglio di sé quando incontra produttori rispettosi della terra e colmi di passione. E allora via, di nuovo in pullman, di nuovo energia pulita e spostamenti silenziosi e, per chi non vuole perdere l’occasione di una sana passeggiata… giù per le vigne, in mezzo al campo, per sentieri. Una ventina di minuti e siamo in compagna dell’ospite del momento, Matteo, appunto. Qui nella sua azienda “Forme e sapori” produce le sopresse – rigorosamente DE.CO. – che con il Durello fresco farebbero resuscitare anche i morti (qui da noi si dice così, non so se vale anche per gli amici genovesi, ma ci siamo capiti!).

E noi ci gustiamo tutto senza risparmio!

Dopo quasi un’ora spesa tra salami e pan biscotto, degustazione e acquisti, si torna in viaggio per l’ultima tappa. Destinazione Cantina Sandro De Bruno a Montecchia di Crosara. Il pranzo è in quota a lui. Marino ci anticipa, fa strada e prepara il soffritto, base indispensabile per il suo rinomato risotto al Durello.Articolo1_3
Noi ce la prendiamo con calma, lo stomaco al momento è quieto. In Cantina da Sandro è tutto pronto. Lo spiedo è sulle braci, la lunga tavola apparecchiata. Le botti, silenti ma produttive, rasserenano le attese. Marina, la moglie di Sandro, ci accoglie con entusiasmo e ci invita a prendere posto. Marino è ai fuochi, il riso in cottura. Ne approfitto per carpire qualche trucco e le dosi riso-vino. Non tiene segreti per sé e mi confida (almeno credo) i suoi saperi.

A tavola c’è spazio solo per i complimenti, poi le bocche impastano e deglutiscono amabilmente. Piatti vuoti e bicchieri alzati in richiesta d’aiuto. Sandro spiega le sue creature e produce un’escalation di sapori e profumi. Dai bianchi ai rossi. Sono Soave, Durello e Chardonnay, Cabernet per la carne.
Alla fine torniamo ai bianchi perché arriva il dolce, e degustiamo un fantastico Recioto di Soave. Non c’è spazio quasi per null’altro… ma un veneto non abbandona la sedia se prima non ha fatto el resentin, quindi, dopo il caffè davvero l’ultimo goccetto: di grappa casalinga!

Stefania Zerbato